Ultimi due mesi con i bonus casa “vecchio stile”. Per quasi tutte le agevolazioni in materia di ristrutturazioni, le regole sono definite soltanto fino al 31 dicembre 2024. Poi, per conoscere il nuovo assetto delle detrazioni in vigore dal prossimo 1° gennaio bisognerà aspettare l’approvazione della legge di Bilancio 2025, che arriverà a fine anno.
Dunque chi deve avviare lavori deve essere consapevole dell’attuale fase di incertezza e regolarsi di conseguenza. Pensiamo ad esempio a chi sta trattando l’acquisto di una casa da ristrutturare: oggi non può sapere esattamente quali bonus avrà a disposizione l’anno prossimo; se vuol chiudere l’affare, deve tenerne conto.
Scenario attuale. Partiamo dalle agevolazioni ora previste. È attualmente confermato fino alla fine del 2025 solo il bonus del 75% sugli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche, che continuerà ad applicarsi alla lista di lavori “ristretta” limitata ad ascensori, servoscale, montacarichi e così via. Il superbonus, invece, va verso lo stop per tutti i lavori che non siano iniziati entro il 15 ottobre scorso: è quanto prevede il Ddl di Bilancio. Scadono invece il 31 dicembre 2024 le altre agevolazioni. Ma molte viaggiano verso la conferma con la legge di Bilancio. Il bonus mobili al 50% sarà prorogato senza novità rispetto allo scorso anno. L’ecobonus passerà in tutte le situazioni al 50%, ma solo per le prime case; per le altre si scende al 36%, seguendo una linea che ritroviamo per molte altre agevolazioni. Passa al 50% anche il sisma bonus, nelle sue varie forme, che finora era previsto fino all’85 per cento.
Per quanto concerne invece l’intervento “principe” ovvero il bonus ristrutturazioni “ordinario” del 50%, regolato dall’articolo 16-bis del Tuir e applicabile agli interventi di recupero edilizio, all’acquisto di case ristrutturate da imprese e all’acquisto o costruzione di box auto pertinenziali, che è l’incentivo di gran lunga più usato, resterà, secondo la legge di Bilancio, al 50% per le abitazioni principali e al 36% per le altre.
Per evitare di incappare nella scadenza di un incentivo, è possibile anticipare le spese agevolate dai bonus ordinari (ovviamente se il rapporto con l’impresa lo consente e inserendo opportune clausole contrattuali). E’ fatta salva la possibilità per i contribuenti di “portarsi avanti” con i pagamenti rispetto all’effettiva esecuzione dei lavori in tutti i casi in cui la normativa non impone di attestare il raggiungimento di un determinato Stato avanzamento lavori (Sal), (come accade per il superbonus quando c’è la cessione del credito). In pratica, per le persone fisiche, i condomìni, i professionisti e gli enti non commerciali sarà la data di effettuazione del bonifico agevolato a stabilire se una spesa si considera sostenuta nel 2024 (e beneficia dei bonus 2024), indipendentemente dal momento di esecuzione materiale dei lavori. Per le imprese questo ragionamento invece non funziona, dal momento che la spesa si considera sostenuta secondo il criterio di competenza – e non di cassa – in base la quale rileva il momento di ultimazione della prestazione (quindi se i lavori finiscono nel 2025 la spesa è sostenuta nel 2025).
Le strategie giuste. Le scelte giuste non sempre sono semplici, Il bonus del 50 o del 36% rappresenterà la ciambella di salvataggio, ma dalla portata parecchio limitata. Non solo per il suo valore ma anche perché dal suo massimale di spesa andranno scomputate le spese già sostenute in anni precedenti nell’ambito dello stesso cantiere. Ed è facile che chi ha lavori in corso quest’anno si trovi a consumare quasi tutto il plafond. Quindi, l’indicazione per chi ha interventi avviati o li sta avviando è di chiudere entro fine anno. Per gli altri, però, qualche indizio c’è già. Quello più importante riguarda la distinzione tra prima e seconda casa. In diversi passaggi, infatti, la manovra riconosce sconti fiscali più elevati alle spese sostenute dai titolari di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. Non andrà invece incontro a un restyling pesante l’ecobonus, salvo sorprese ci sarà solo una proroga lineare dello sconto, con percentuali più basse. Non ci sarà, infine, una proroga per il bonus giardini, che chiuderà il suo percorso nel 2024.
Il Governo ricerca di strumenti compensativi al blocco delle cessioni dei crediti.
Hanno distrutto le casse pubbliche, diventando anche veicolo di truffe, e oggi godono di pessima considerazione da parte degli organi di Governo. Per questo, saranno abbandonate. Si parla di misure compensative come i finanziamenti agevolati con garanzia pubblica che aiutino chi non ha la liquidità per avviare gli investimenti.
SANTI GRILLO, commercialista
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